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“Umanità, che Tu sia benvenuta!” Il coraggio dei migranti e il desiderio di libertà

“Umanità, che Tu sia benvenuta!” Il coraggio dei migranti e il desiderio di libertà

Il segreto della felicità è la libertà, e il segreto della libertà è il coraggio” (Tucidite)
E’ dal coraggio dei migranti che vengo attratto, spinti da quel forte desiderio di libertà che sa di felicità ! E non importa a quale prezzo…anche della vita, a volte, ma il partire è quel bene necessario che può portare solo benessere. Un benessere che viene restituito anche a chi accoglie. L’uomo, nella storia del mondo, è sempre stato in cammino. E’ difficile anche solo immaginare quando il cammino abbia avuto inizio. In particolare, sono mosso a riflessioni sul fenomeno dei flussi migratori, oggi piuttosto attivi, dall’Europa dell’Est verso il nostro Paese, per quanto accade periodicamente nella nostra città.

E’ sabato pomeriggio e sono affacciato al mio terrazzo, nei pressi della Villa dei Caduti, e come ogni sabato assisto ad una “cerimonia”: l’arrivo di un furgone e di un gran numero di badanti, originarie delle Repubbliche formatesi a seguito del dissolvimento della Unione Sovietica, per lo più della Georgia, con i loro carichi di pacchi, e quindi l’operazione di pesa dei cartoni, sulla bilancia improvvisata sul furgone o sul marciapiede. I pacchi sono per lo più destinati a familiari ed amici, come scrigni ricordano i bauli che giungevano per mare nel nostro Paese dalle Americhe, del nord e del sud, dove intere generazioni di meridionali, ma anche settentrionali, sul finire dell’800, e fino ai primi del ‘900, si erano trasferite in cerca di migliore fortuna. Le ragioni dell’”incamminamento” sono sempre le stesse: miseria e povertà da cui fuggire, e l’accoglienza ha sempre generato divisioni nei Paesi di arrivo, esattamente come accade oggi. Ma chi fugge, oggi, da guerre e schiavitù gode, forse, di un trattamento privilegiato?!
Di una accoglienza diversa, non divisiva?! Assolutamente no! Le cronache confermano la tendenza del genere umano, almeno di quello rappresentato da alcune derive ideologiche, a respingere, piuttosto che ad accogliere. Occorre un cuore “nuovo” per vedere l’altro con “occhi nuovi”. L’altro è sempre una ricchezza da accogliere e rispettare che restituisce sempre quello che riceve.
Tutto cambia, ma non la storia, che si ripete e ci ricorda che siamo popoli in cammino, alla ricerca della felicità. Cambiano i tempi, cambiano le persone, cambiano le tratte. I sogni non cambiano mai.

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