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Domenico Rotolo ai mondiali di triathlon in Finlandia: “La mia passione nata per gioco, sarei lieto di aiutare chi volesse avvicinarsi a questa disciplina”
Domenico Rotolo durante una delle tre prove di trathlon al campionato del mondo in Finlandia

Domenico Rotolo ai mondiali di triathlon in Finlandia: “La mia passione nata per gioco, sarei lieto di aiutare chi volesse avvicinarsi a questa disciplina”

L’atleta conversanese è un poliziotto, la prima bicicletta posseduta pesantissima con un cambio a 9 velocità. Si allena a Conversano e Bari

Conversano – Domenico Rotolo, poliziotto conversanese, ha partecipato al campionato mondiale triathlon che si è svolto in Filnlandia nei giorni 26 agosto(donne) e 27 agosto (uomini). Lo abbiamo incontrato al rientro dalla Finlandia.

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Domenico, in Finlandia a che gara hai partecipato?
In Finlandia ho partecipato al Campionato Mondiale triathlon IRONMAN 70.3 (1900 mt nuoto/90km bici/21km corsa). Gara che si disputa solo con l’accesso con qualificazione diretta, infatti io lo scorso anno a Jesolo nella medesima distanza mi piazzai al quinto posto di categoria, ricevendo così il pass di diritto per il mondiale 2023.

Com’è andata? Quanti erano i partecipanti?
Ho concluso la mia gara in 53 esima posizione nel mondo di categoria sui 519 iscritti. La gara è stata molto emozionante, ho partecipato a diverse gare in ambito internazionale anche indossando il body della nazionale italiana Age Group (un mondiale e un europeo), ma questa è stata diversa. Il nuoto si è svolto all’interno del lago di Lathi e sono rimasto abbastanza soddisfatto della mia sessione natatoria perché la considero il mio tallone di Achille, infatti il mio obiettivo era quello di non perdere troppe posizioni e minuti preziosi in questa fase di gara.
La parte ciclistica invece, un percorso collinare unico di 90 km, è stata abbastanza selettiva a causa dei tanti saliscendi e anche dalla pioggia che ci ha accompagnato per tutta la durata della sessione. Qui ho potuto recuperare tantissime posizione cercando di spingere il più possibile ma allo stesso tempo di dosare le energie per la sessione successiva. Anche in questo caso sono rimasto soddisfatto della prova, forse l’unico rammarico è stato di non possedere (per una questione economica) una bicicletta top di gamma come la maggior parte dei miei avversari, probabilmente avrei potuto recuperare qualche posizione in più. L’ultima sessione la 21 km di corsa, si è svolta nel paese di Lathi, anche questo percorso svolto da due giri da 10 km era caratterizzato da tante salite. Anche se con gambe ormai provate in questa prova, che per me è il pezzo forte, sono riuscito ad andare veramente bene, spingendo forte e recuperando posizioni, limando ancor di più il distacco con la vetta.

Come ti sei avvicinato al triathlon?
L’amore per il triathlon è nato per gioco, premetto che da ragazzo ho iniziato a fare atletica perché mi piaceva correre, mi rendeva libero e spensierato. All’età di 26 anni circa dopo essermi allenato per diverso tempo per poter superare le prove selettive per i sommozzatori della Polizia di Stato, scoprii che anche il nuoto era ormai parte integrante della mia vita quotidiana sportiva. Così iniziai ad informarmi su alcune discipline sportive e scoprii il triathlon ed infatti successivamente acquistai una bicicletta da corsa in alluminio a pochi soldi. Ricordo ancora che era pesantissima con un cambio a 9 velocità che si rompeva spesso e iniziai anche a pedalare per le strade e per i colli bolognesi, perché all’epoca abitavo lì.

In Puglia dove ti alleni?
In Puglia mi alleno sia a Conversano che a Bari, ma con la bici durante le sessioni di allenamento, spazio attraversando anche le altre province come Brindisi, Taranto e anche Lecce.

Fai parte di una società sportiva?
Faccio parte della società bitontina di “Amici di Marco”. Per me è una grande società composta da persone che ogni giorno si dedicano al buon funzionamento della squadra, inoltre è un gran gruppo perché mi supportano in tutto quello che faccio, incoraggiandomi in queste gare. Il Presidente l’Avv. Giampalmo Gaetano è una persona splendida, sempre molto vicina e attenta alle esigenze di tutti ed è stato il primo a credere in questi miei progetti, una sua caratteristica è l’amore che ci mette per la società e il suo entusiasmo sportivo.

Se un ragazzo oggi si vuole avvicinare al triathlon come può fare?
Il triathlon è uno sport poco conosciuto, per questo motivo sono poche le società che offrono un servizio di allenamento per i più giovani, questo anche a causa delle poche piscine presenti nel territorio. Ma chiunque volesse avvicinarsi al triathlon io sarò ben lieto e felice di aiutarlo ad avvicinarsi a questo mondo, inoltre sono anche istruttore di triathlon e per me sarebbe solo una felicità poter insegnare tutto quello che io conosco.

A Conversano ci sono strutture idonee per far avvicinare i ragazzi all’atletica?
Non esistono strutture dedicate all’atletica o al triathlon ma in questi due anni io ho insegnato atletica ai bambini al campo sportivo Peppino Lorusso a Conversano.

Quante ore al giorno ti alleni?
Al giorno dedico da 1 alle 3 ore di allenamento al giorno, dipende dai periodi di preparazione, faccio due allenamenti al giorno di due discipline diverse, riesco a svolgere oltre 22/25 ore di allenamento settimanali.

La storia di Domenico Rotolo conferma l’importanza della determinazione di ognuno ma, soprattutto, la necessità nel territorio di strutture sportive dove potersi allenare e creare interesse. A Conversano, fortunatamente, l’offerta sportiva è ben distribuita anche se si dovrebbe cercare di investire maggiormente nella manutenzione o creazione  di strutture dove poter praticare le discipline di atletica. Il campo “P. Lorusso, potenzialmente potrebbe assolvere al compito se solo si riuscisse a ristrutturare la pista già a suo tempo realizzata ma, sostanzialmente, poco utilizzata nel tempo. Le storie come quella di Domenico Rotolo dovrebbero insegnare che se alla ferrea volontà dei giovani fosse associata l’offerta di specifiche strutture pubbliche, ci sarebbero centinaia o anche migliaia di atleti con tutto ciò che ne deriverebbe in termini di capacità agonistiche e in salvaguardia del benessere. Non è forse arrivato il momento di fare queste riflessioni collettive sullo sport in generale anziché ripetere ciclicamente i riti che riguardano l’assegnazione degli spazi esistenti, senza che una vera e propria strategia disegni una mappa dei bisogni e della necessità di contenitori?

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