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Turismo (e prezzi) in Puglia:  in calo del 20% secondo alcuni operatori, in crescita del 10% secondo l’assessore regionale al Turismo

Turismo (e prezzi) in Puglia: in calo del 20% secondo alcuni operatori, in crescita del 10% secondo l’assessore regionale al Turismo

Un dibattito surreale in questi giorni in Puglia e anche a Conversano. Secondo alcuni operatori (settore turismo e ristorazione) c’è una perdita di presenze rispetto al 2022 di circa il 20%. A questa preoccupazione fa da contraltare la felicità dell’assessore regionale al Turismo Lopane il quale smentisce tutti e parla di dati che denotano un incremento di presenze del 10%, nello stesso periodo di riferimento. E, tra le due posizioni, un dibattito che si è acceso in ogni luogo sulle cause dell’ipotetico, a questo punto, decremento delle presenze addebitato ai prezzi dei servizi turistici a cominciare da quelli dei lidi, per passare a quelli dei B&B e finire alla ristorazione.
La Puglia non è diversa da Conversano dove il dibattito è più contenuto ma comunque presente e animato, soprattutto sui social. Secondo un’operatrice del settore alberghiero, a Conversano c’è un decremento di circa il 15% di presenze. O, almeno, è quello che si è registrato nella sua struttura. Quanto ai prezzi dei servizi di ristorazione, invece, la situazione è diversa. In città non c’è stato un aumento dei prezzi che ha riguardato in maniera costante tutti i punti di ristoro. C’è stato, invece, il fenomeno dell’aumento sconsiderato dei prezzi di alcuni ristoranti subito dopo il covid, ulteriormente incrementato in questo ultimo anno dove l’inflazione si è stabilizzata tra il 9 e il 12%. A differenza di altri ristoranti dove i prezzi sono sostanzialmente rimasti inalterati o appena aumentati. Come sempre non è possibile mettere tutto in un unico calderone ma bisogna fare delle differenze. I ristoranti stellati sono per loro natura cari, a volte carissimi, ma non fanno testo in quanto appartengono a quel genere di attività dove ognuno conosce in partenza i costi e decide di andarci o meno.
Il problema sorge in quei ristoranti, definiti di media portata, dove a volte si notano di più le differenze rispetto al recente passato. Differenze in aumento del tutto ingiustificato. Se fino a qualche tempo fa si riusciva a cenare con 30 euro, oggi lo stesso menù costa 45 euro. Una evidente differenza che non lascia “indifferenti” gli avventori. Ma si tratta di pochi casi.
Si può, senza dubbio, affermare che in città il costo per un turista, e naturalmente per un conversanese, è accessibile nella maggior parte degli esercizi di ristorazione con una qualità assolutamente accettabile. Quando il prezzo di una pizza va dai 6 ai 10 euro non è possibile gridare allo scandalo, bensì bisogna convincersi che si tratta di un equo corrispettivo per quei ristoratori che investono anche nella qualità dei prodotti.
Se questo dibattito surreale che vede gli operatori e gli amministratori regionali dare “numeri” diversi deve avere un senso, bisogna dire che quello più evidente è riferito alla “onestà” dei prezzi praticati nella nostra città, salvo qualche eccezione. Per dirla ancora più chiara, a Conversano non c’è alcun esercizio che vende una birra Peroni a 5 euro. Come succede, invece, in localini che vendono bibite ad Alimini e così come ci hanno raccontato in tanti che lì ci sono stati per qualche giorno “assaporando” prezzi sconsiderati. Conversano, come si suol dire, rimane “potabile e vivibile”. Basta saper scegliere dove andare a cena, quando si decide di farlo, e ben consigliare gli amici di alloggiare in un luogo anziché in un altro.
Se a questo aggiungiamo i costi contenutissimi per altri servizi legati al turismo culturale, come l’ingresso in Pinacoteca o alle mostre in corso, ne deduciamo in maniera definitiva che il dibattito in corso, e che vede gli operatori turistici regionali lamentare un calo di presenze e l’assessore regionale al Turismo esaltarne l’incremento, è un dibattito viziato dal pressapochismo e da estrema superficialità. Al luogo comune : “mangi come spendi” va sicuramente contrapposto un altro luogo comune: “scelgo di mangiare dove so di potermi rivolgere a ristoratori seri e affidabili”. La scelta è ampia.
La Puglia va preservata sia da chi la dileggia che da chi pensa che la cuccagna sia infinita. I cicli positivi si alternano a quelli negativi, da sempre.
Esiste, invece, un enorme problema legato ai servizi di trasporto, di igiene e pulizia e di accoglienza. Lavoriamo su questi temi piuttosto in questa Puglia a doppia velocità.
Perché la guerra dei dati che sta andando in scena è veramente inguardabile. E nemmeno così interessante, dato che ognuno offre uno spaccato legato alla propria visione e non all’oggettività dei fatti. E’ mai possibile che tra operatori turistici e assessori regionali possa esserci un 30% di differenza che riguarda i dati sulle presenze in Puglia? O gli operatori, o l’assessore regionale mentono. Sapendo di mentire. E’ la mancanza di serietà che potrebbe renderci vulnerabili, molto più dei prezzi incontrollati. In quel caso, come a Conversano e anche in Puglia: basta saper scegliere.

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