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Quark: il Comune si convenzioni con l’Ispettorato contro il lavoro nero
Gianmarco Lorusso

Quark: il Comune si convenzioni con l’Ispettorato contro il lavoro nero

L’intervento e le proposte del segretario generale di Quark Gianmarco Lorusso in occasione del primo maggio

di Gianmarco Lorusso

Conversano – Come l’anno scorso, anche quest’anno noi di QUARK abbiamo scelto di dare dignità al tema del lavoro nel dibattito pubblico e politico, convinte e convinti della necessità di confrontarsi come comunità cittadina e dell’urgenza di mettere in campo azioni concrete, mirate e trasversali: se è vero che la competenza delle amministrazioni comunali è limitata in materia di lavoro e più nello specifico di politiche attive del lavoro, siamo fermamente convinti che, proprio per la sua natura di istituzione così vicina alla propria comunità, l’amministrazione comunale abbia il dovere di impegnarsi per favorire e incentivare contesti e condizioni lavorative fondati sulla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, sull’equità sociale, economica e culturale e la parità di genere, e sul rilancio qualitativo e qualitativo dei piccoli sistemi produttivi della comunità.

Per questo, QUARK da un anno e mezzo ormai si fa promotore, in Consiglio Comunale e nella comunità cittadina, di alcune semplici, chiare proposte:

  • La strutturazione di percorsi di incentivo alla formazione e all’attivazione, per mezzo di strumenti di orientamento e bonus formazione;
  • L’istituzione di fondi comunali per sostenere le spese d’affitto di studi e sedi di lavoro di giovani smart workers, lavoratrici e lavoratori autonomi, con particolare attenzione e incentivi per le imprese avviate da donne e under35;
  • L’erogazione di bonus che permettano di garantire il bilanciamento tra lavoro e genitorialità;
  • L’avvio di un confronto serrato con associazioni sindacali e datoriali, scuole, università, enti di formazione e i comuni limitrofi per promuovere la nascita di una fondazione ITS;
  • L’introduzione di meccanismi premiali che ammettano in via preferenziale alle agevolazioni comunali e agli eventi promossi o patrocinati dal Comune le imprese che assumono e si rivolgono ai centri per l’impiego;
    • Istituire uno spazio comunale, fisico o virtuale, da aggiornare quotidianamente con tutte le opportunità di finanziamento alle imprese, con ulteriori incentivi verso le imprese che si impegnino ad effettuare assunzioni e investimenti in digitalizzazione e formazione;
    • Avviare un confronto con gli enti del territorio per promuovere politiche attive del lavoro e progetti di formazione.

Qualsiasi proposta, non solo rispetto al tema del lavoro, non può però non partire da un’attenta analisi del contesto, fondata su dati oggettivi: da un anno, infatti,

chiediamo alla Giunta e alla maggioranza in consiglio comunale una relazione sul contesto lavorativo e occupazionale a Conversano, ma ad oggi c’è solo silenzio. “Non abbiamo i dati, non sappiamo da dove recuperarli” suona quasi come un’ammissione di incapacità da parte di chi siede oggi al governo della città. Ma non bocciamo l’amministrazione, la rimandiamo a settembre, e nel frattempo proponiamo di studiare alcune ulteriori proposte che possono aiutare giunta e maggioranza a farsi un quadro più chiaro del contesto:

  • In primis, una convenzione con l’Ispettorato del Lavoro per monitorare le condizioni di lavoro irregolare sul territorio;
  • Poi, una convenzione con i centri per l’impiego per creare un database che permetta di ottenere dati sui disoccupati a Conversano e al tempo stesso di conoscere il livello medio di occupabilità e formazione degli/lle stessi/e.
    • Ancora, il monitoraggio delle scelte di formazione e carriera degli studenti e delle studentesse conversanesi;
    • Infine, avviare un tavolo permanente con le parti sociali per raccogliere esigenze e segnalazioni dal mondo sindacale e datoriale e definire insieme le strategie di sviluppo dell’economia locale.

Da mesi, inoltre, sentiamo parlare di “cultura”, termine ripetuto a mo’ di mantra, o quasi come jolly da giocare in qualsiasi contesto, eppure mai abbiamo sentito parlare di impresa culturale. Quanti sono i lavoratori e le lavoratrici della cultura a Conversano? Quali redditi produce la cultura? Quale valore aggiunto crea davvero? Anche in questo caso, il dibattito è orfano di una riflessione approfondita e trasversale da cui poter partire per pianificare un’azione politica e amministrativa.

Tutto questo, l’analisi e le proposte per il lavoro, sono quanto mai urgenti, ma continuano a passare inosservate, ignorate, dimenticate da chi oggi governa e non solo.

È però giunto il tempo di tornare, anzi di iniziare, finalmente, a discutere e confrontarsi: politica, istituzioni, parti sociali, cittadine e cittadini.

La fotografia del nostro tempo ci restituisce, anche a Conversano, uno scenario in cui l’emergenza sanitaria degli ultimi 2 anni ha acuito le disparità generazionali nell’accesso alla ricchezza.

Inoltre, nel 2020 il reddito totale prodotto dai dipendenti di Conversano è diminuito

di 2 milioni e 134 mila euro rispetto al 2019, il reddito medio dei dipendenti di Conversano si è ridotto passando dai 16.544 euro del 2019 a 16.394 euro del 2020.

Numeri così bassi lasciano presagire, tra l’altro, alte percentuali di lavoratori irregolari, verosimilmente più coinvolti dalla crisi anche per l’impossibilità ad accedere a determinati sussidi.

Ecco, noi siamo anche disposti a dare una mano all’amministrazione e alla maggioranza, sollevandoli dall’impegno di fornire alla comunità dati sul contesto lavorativo e occupazionale, e proponiamo di convocare quanto prima il Consiglio Comunale monotematico sul lavoro, che chiediamo ormai da un anno senza ricevere alcuna risposta, partendo da questi dati. Senza più pretesti e scuse, i dati li mettiamo a disposizione noi.

Come dimenticare, poi, la bocciatura, da parte della maggioranza, della proposta di istituzione della Commissione pari opportunità da noi avanzata insieme alle altre forze d’opposizione: bocciata per volontà politica, nonostante i maldestri tentativi di nascondere questa volontà politica dietro motivazioni burocratiche, si è persa un’ulteriore occasione per dare dignità anche istituzionale al dibattito sul lavoro, in particolare relativamente alle categorie marginalizzate. “Chi è in difficoltà può chiamare noi e il Sindaco”, è stato detto in consiglio: noi non ci stiamo, e all’ufficio di collocamento della maggioranza preferiamo un piano per il lavoro di lunghe vedute e fondato sull’analisi oggettiva.

Gli interventi da mettere in campo dovrebbero essere mirati ai dipendenti precari/e dei settori più in difficoltà e a lavoratori/trici autonomi/e, in particolare i/le più giovani e con redditi più bassi. Resta poi urgente un piano per favorire l’emersione del lavoro irregolare e per premiare le aziende rispettose delle norme.

In conclusione, nella speranza che tutti e tutte, in un moto di dignità politica, si assumano le proprie responsabilità e si dichiarino disposti a confrontarsi e avanzare proposte sul tema, ribadiamo l’apertura della piattaforma di proposte per il lavoro di QUARK al contributo di tutte e tutti i soggetti politici e sociali e dell’intera cittadinanza: perché il lavoro diventi davvero strumento di progresso e dignità, e non sinonimo di precarietà e sfruttamento anche nella nostra piccola comunità.

Per il lavoro, per la dignità, per l’equità, per la parità: buon primo maggio, buona festa

 

delle lavoratrici e dei lavoratori, buon maggio del lavoro a tutta la comunità della nostra città.

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