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Quark: “La manovra Draghi è iniqua, ecco gli effetti su Conversano”
Il presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi

Quark: “La manovra Draghi è iniqua, ecco gli effetti su Conversano”

Nella nostra città il 37% guadagna meno di 10.000 euro all’anno, ma le simulazioni del movimento politico mostrano che la riforma fiscale premierà il 20% più benestante
Conversano – “Se guadagni 55 mila euro all’anno vuol dire che fai parte del 2,7% di conversanesi con il reddito più alto. Per te lo sconto fiscale grazie alla manovra Draghi è di 670 euro. In valore assoluto, il beneficio sarà di quindici volte superiore a quello che questa riforma Irpef destina a uno che dichiara 9 mila euro all’anno, e quindi fa parte del 37% messo peggio“.
Con questo semplice esempio il movimento Quark fa sapere quale sarà il riflesso della riforma fiscale sui cittadini di Conversano, E per farlo ha analizzato i dati 2019 con le simulazioni sul nazionale fatte dalla CGIL e sulle dichiarazioni dei redditi dei conversanesi ai fini IRPEF, attingendo ai dati ufficiali del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze).
Lo sciopero generale proclamato da CGIL e UIL per contrastare l’iniquità di queste misure è stato proclamato per giovedì 16 dicembre, mentre oggi a Bari il segretario della CGIL Landini è intervenuto in piazza Prefettura.
Il movimento politico Quark, da mesi, chiede la convocazione di un Consiglio Comunale per discutere del tema “lavoro” a Conversano, ma non è ancora riuscito a far calendarizzare l’argomento in quanto l’amministrazione comunale, più volte, ha dichiarato di non possedere dati per una discussione seria. Intanto Quark ha deciso, evidentemente, di fare da solo e ha analizzato sia gli effetti della riforma Draghi sui cittadini di Conversano che quelli della rivisitazione del reddito di cittadinanza e degli ammortizzatori sociali. Diciamo subito che dall’analisi dei dati da parte del movimento si legge che: “La riforma delle aliquote Irpef è regressiva, concede risparmi in valore assoluto maggiori ai redditi medio-alti. Mentre in Italia la percentuale di contribuenti che dichiarano meno di 26 mila euro è del 73%, a Conversano questa è quasi dell’81%. Per buona parte di loro, la fetta meno agiata di popolazione, i benefici fiscali sono nulli o irrisori, poco più di 300 euro annui per i più “fortunati”. Nella minoranza più benestante potranno superare i 900 euro“. Un dato che fa emergere la prima discrasia dovuta all’81% dei contribuenti conversanesi che dichiarano meno di 26 mila euro rispetto al dato nazionale nazionale che è del 73%, con un 8% netto di differenza.
Sul Reddito di Cittadinanzaprosegue  la nota di Quark – si introducono criteri assurdamente e inutilmente punitivi. Per esempio, l’obbligo di accettare la seconda offerta di lavoro anche se collocata a mille chilometri da casa, norma criticata anche dal Comitato tecnico nominato dallo stesso governo. Inoltre, arrivano incentivi alle imprese anche se assumono con part time e contratti precari;
La terza riflessione citata da Quark riguarda, invece, la riforma della cassa integrazione: “La riforma della cassa integrazione è molto più piccola di quella sperata, finanziata con poco più di metà degli 8 miliardi necessari, senza tutele per lavoratori e lavoratrici autonomi/e con ammortizzatori ancora troppo brevi nelle piccole aziende”.
Le tre criticità intanto consentono una prima riflessione su dati “scientifici”, nel senso che vengono riportati da fonti ufficiali, e mettono a disposizione di tutti, amministrazione comunale compresa, i primi risultati da cui si evince facilmente che la situazione reddituale ed economica in città è complicata, ha bisogno di analisi aggiuntive che restituiscano alla comunità e ai decisori politici dati su cui operare le scelte strategiche, sia in termini di investimenti che in termini di indirizzo generale. E’ per questo che Quark conclude: “Questi tre nodi interessano molto Conversano. Da noi, oltre all’alta percentuale di bassi redditi penalizzati dalla riforma fiscale, ci sono alti tassi di povertà e quindi centinaia di famiglie percettrici di Reddito di Cittadinanza. Inoltre, le imprese sono per la stragrande maggioranza di piccole dimensioni e gli ammortizzatori sociali previsti per chi ci lavora saranno ancora troppo deboli. Anche per questo resta urgente portare in Consiglio Comunale la discussione sull’emergenza occupazionale“.
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