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La rabbia di parrucchieri ed estetiste schiacciati tra chiusura e lavoro nero
Angelica Satalino, titolare dell'attività Angel Beauty

La rabbia di parrucchieri ed estetiste schiacciati tra chiusura e lavoro nero

Hanno manifestato nel pomeriggio in piazza XX Settembre e vogliono continuare la protesta

Conversano – “Fateci lavorare“, è l’appello accorato di parrucchieri ed estetiste che questo pomeriggio hanno deciso di far sentire la propria voce in piazza XX Settembre. Fissato per martedì l’incontro con il sindaco: “L’amministrazione non può fare nulla direttamente ma può farsi sentire in regione, così come noi ci stiamo facendo sentire“.
A parlare con Oggiconversano è Angelica Satalino, titolare dell’attività Angel Beauty esasperata con le sue colleghe per una situazione che si trascina da tempo e non fa lascia intravedere la luce in fondo al tunnel.
Da cosa nasce la necessità della protesta?
La necessità nasce dal fatto che siamo considerati categoria non essenziale e quindi non possiamo lavorare anche se offriamo un servizio che non si limita all’estetica ma cura anche il benessere psicofisico. Per esempio la “pedicure curativa”, senza volersi sostituire ai medici, per le persone anziane è necessaria; oppure una signora che ha un durone non trattato non potrebbe nemmeno andare e a fare la spesa. Noi paghiamo le tasse come gli altri, tu Stato come puoi dire che la nostra categoria non è  essenziale? Non lavoro per hobby, ma perché devo portare il pane a casa.
Questa situazione determina la proliferazione del lavoro nero?
Il lavoro nero è in aumento e le persone che lo praticano si possono permettere auto di ultralusso che noi non ci potremmo mai permettere. Le chiusure delle nostre attività a regola hanno praticamente incentivato il lavoro nero, il paradosso è che noi abbiamo sospeso la nostra attività e le giovincelle che lavorano a nero hanno incrementato il proprio lavoro. Io ho una dipendente e una coadiuvante famigliare. La dipendente è in cassa integrazione e da due mesi non riceve nulla. E’ tutto buio nonostante nonostante la mia stanza sia irradiata dal sole. 
E le clienti come reagiscono? 
La clientela trova l’alternativa a nero, io ho perso diverse clienti ed è difficile che tornino. Tra l’altro il lavoro nero viene pagato meno del nostro che paghiamo le tasse e così si perdono anche clienti. 
Cosa chiedete specificatamente?
Fateci lavorare in condizioni di assoluta igiene, come abbiamo sempre fatto ancor prima del coronavirus. I nostri locali non hanno più profumo di creme ma di alcol per quanto li curavamo prima e li curiamo adesso. Noi continueremo a farci sentire.

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