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Conversano in emergenza economica, rimettere in moto la rete solidale e una delega alla concretezza

Conversano in emergenza economica, rimettere in moto la rete solidale e una delega alla concretezza

Con i provvedimenti connessi alle misure restrittive per frenare il contagio da COVID-19, anche in Puglia, zona arancione, e a Conversano, si ricomincia ad avvertire la morsa della emergenza economica nella popolazione e la fragilità economica per molte famiglie, che fin qui hanno potuto contate sui redditi di lavori precari, occasionali, intermittenti e qualche volta irregolari, dei settori produttivi oggi più penalizzati.
E allora occorre far ripartire rapidamente la macchina degli aiuti, come peraltro tanti Comuni, anche in Puglia stanno già facendo: e faccio riferimento ad una macchina con un coordinamento centrale forte e autorevole, forte di risorse finanziarie umane e logistiche, autorevole perché riconosciuto come efficiente e capace di far arrivare concretamente aiuti ai più bisognosi, in modo attivo, cioè monitorando i bisogni e non limitandosi ad aspettare che le persone in difficoltà bussino alla porta del Comune o di qualche amministratore.
Il Presidente nazionale di Anci bene ha fatto a richiedere al Governo nazionale di far ripartire lo stanziamento straordinario per rifinanziare i buoni spesa, che di qui a Natale possano dare respiro economico per i beni di prima necessità a migliaia di famiglie.
Ma molte sono le azioni possibili e necessarie che ciascuna Amministrazione Comunale dovrebbe prontamente riattivare o allestire e mettere a regime rapidamente.
Riprogrammare in modo attento e tempestivo le risorse destinate al pronto intervento sociale nel Piano Sociale di Zona, e quelle per il contrasto alle povertà nelle assegnazioni a valere sul PON Inclusione. Se necessario chiedendo anche deroghe specifiche alle azioni ordinariamente ammissibili (come peraltro stanno già richiedendo altrove in Italia). E riorientando tempestivamente anche il lavoro di utilità collettiva che può e deve essere richiesto si percettori del Reddito di Dignità regionale e del Reddito di cittadinanza nazionale, perché la rete degli aiuti avrà bisogno di molte energie.
Riorganizzare rapidamente la catena della raccolta delle spese solidali dai principali punti vendita di Conversano, e il sistema di redistribuzione diretto, per le famiglie già note ai Servizi Sociali, e indiretto, per la Caritas e le reti di solidarietà già attive.
Occorre far ripartire la rete (speriamo non smantellata) con la grande distribuzione per il recupero delle eccedenze alimentari, che dovrebbe essere stata allestita con le risorse del progetto regionale per il contrasto agli sprechi alimentari, e coinvolgere ogni panificio, salumeria, macelleria, pescheria, pasticceria e fruttivendolo di Conversano, perché conferire i prodotti invenduti alla fine di ogni giornata o di ogni settimana e avere una rete attiva per l’immediata redistribuzione può concretamente alleviare moltissimi bisogni ogni giorno.
Molti cittadini si stanno già organizzando autonomamente, anche per interventi di buon vicinato, ma occorre una regia su base comunale per finalizzare gli sforzi e accrescerne la portata.
E, non da ultimo, occorre far ripartire anche la raccolta fondi, a cominciare dal coinvolgimento diretto degli stessi amministratori, che diano il buon esempio: in attesa di stanziamenti romani o baresi, si dovrebbe autotassare ciascun Assessore e consigliere per alimentare il fondo comunale per gli aiuti alimentari, e sollecitare tutti coloro che possono e vogliono, a maggior ragione in prossimità delle Feste natalizie, a donare piccoli e grandi contributi economici.
Insomma occorre far ripartire lo spirito di comunità senza il quale questa ennesima emergenza non potrà essere affrontata. Abbiamo davanti un bivio come cittadini: chiuderci nel nostro isolamento più o meno dorato e ignorare le grida di aiuto che in vario modo ci giungono, oppure possiamo riscoprirci essenziali per una rete di aiuto e per una comunità solidale e generativa. E una Amministrazione non arroccata nel palazzo, ne’ chiusa nei piccoli cerchi amicali o familiari, deve sostenere e indicare la strada giusta da scegliere, che non può che essere quella della comunità.
Spero solo che nella distribuzione delle deleghe assessorili, degli incarichi formali e non, e tra i tanti che affollano senza titolo le riunioni del COC, qualcuno si sia ricordato della Delega alla Concretezza! Non c’è tempo da perdere, ne’ chiacchiere da fare!
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