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Conversano, una città alla deriva

Conversano, una città alla deriva

Dimentica Borsellino e festeggia col pregiudicato

Cosa succede a Conversano? Di quale male oscuro soffre la città? Questi primi giorni del 2018 parlano di una città malata, prossima alla deriva. E’ successo che mentre il Secondo Circolo comunicava l’intitolazione dei suoi plessi a celebri educatori e pedagogisti, scelta giusta e condivisibile, nel contempo cancellava il nome di Paolo Borsellino, il giudice ucciso dai mafiosi, dalla sede di via Firenze. Negli stessi giorni è accaduto anche che mentre nel centro storico i residenti manifestavano alle forze dell’ordine la propria preoccupazione per il ritrovamento di un carico di esplosivo, in un noto ristorante alcuni politici ed ex amministratori festeggiavano con un pluripregiudicato un processo andato a buon fine. Assurdo, davvero incredibile che questo possa accadere in una città che sembra davvero non si curi più della legalità e dei suoi simboli.
Cosa succede, dunque, alla nostra Conversano? La risposta non è facile da dare, ma di sicuro non è più governata da una classe dirigente che si preoccupa della gente che ci vive. Il sottoscritto è un cronista che Conversano l’ha battuta palmo a palmo, che la descrive da anni e la racconta anche ai giovani e ieri, quando un lettore affranto mi ha scritto che seppure lui non sia un vecchietto spaventato né un ragazzo, ma solo un lavoratore con famiglia, ha la netta sensazione che i politici eletti non facciano nulla per lui e per la gente in generale.
Del resto, l’assenza di una vera classe dirigente, che conosce la città, che la frequenta fuori dalla cerchia degli affari, è un dato oramai assodato. Se negli anni Novanta il sindaco Bonasora – di cui qualcuno chiede oggi a gran voce il ritorno – si era definito l’amministratore dell’”Altra città”, quella degli indifesi, dei poteri deboli, delle vittime dell’usura, ora sembra che per molti aspiranti amministratori questa città anche “mia” adesso sembra solo “cosa loro”: lo dice l’arroganza con cui festeggiano col pregiudicato, lo dimostra la disinvoltura con cui molti impresentabili preparano liste a sostegno di qualche volto pulito, lo ribadisce la mancata spiegazione del mancato rispetto dei programmi. Ma per fortuna a Conversano non c’è solo questo, dalla Caritas a Libera, dalla Fondazione Di Vagno alle associazioni di volontariato, alla tanta gente perbene, c’è anche un’altra città che non ha perso la speranza e non sta certo ad aspettare i tempi migliori. Per dirla con Italo Calvino delle “Città invisibili”, nell’Inferno delle città bisogna dare spazio a ciò che Inferno non è.

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11 commenti

  1. Scusa deriva de che come tutte le città senza un sindaco deriva di cosa i sono città più blasonate che stanno peggio è normale siamo in campagna politica che di sia un po confusi

    • Signora rispettiamo il suo pensiero. Ma che c’entra la campagna politica con questo articolo del direttore di Oggiconversano? Qui si parla di ben altro cosa molto grave che ha bisogno di riflessione seria e non di superficialità. Col tritolo non si scherza e con il rispetto della legalità nemmeno.

    • Signora rispettiamo il suo pensiero. Ma che c’entra la campagna politica con questo articolo del direttore di Oggiconversano? Qui si parla di ben altra cosa molto più grave e che ha bisogno di riflessione seria e non di superficialità. Col tritolo non si scherza e con il rispetto della legalità nemmeno.

  2. Che schifo e tutti dormono, e gli amministratori pensano solo alle prossime poltrone

  3. Francesco Iudice

    In effetti condivido che la nostra città’ in primis sta subendo un crollo culturale e queste riflessioni lo confermano. E’ piu’ facile che un sistema giudiziario dopo cinque anni di un doppio grado di giudizio tremendamente travagliato per chi lo subisce dichiari di aver commesso una pesantissima ingiustizia e che come minimo meriti un giusto è meritato festeggiamento e non che un sistema di superficiale e grossolana informazione non cada in preconcetti e gratuiti pregiudizi definendo una persona “pluripregiudicato” sensa esserlo, se non nella immaginazione del comune pettegolezzo!

  4. Ma ,una città alla deriva l avete mai vista voi del giornale

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