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Maggioranza costretta ad ammettere di non aver mantenuto le promesse vota a favore delle mozioni dell’opposizione
I banchi vuoti della maggioranza dopo la fuga dal Consiglio Comunale

Maggioranza costretta ad ammettere di non aver mantenuto le promesse vota a favore delle mozioni dell’opposizione

Passano all’unanimità le mozioni dell’opposizione

Conversano – In un quadro surreale, durante i Consigli Comunali tenutisi per discutere le cinque mozioni dell’opposizione (PUG, spostamento antenna Telecom, graduatoria per alloggi popolari, gestione ex Gil e rifiuti), la maggioranza che sosteneva il sindaco dimissionario Lovascio è stata costretta ad ammettere di non aver risolto problemi fondamerntali per lo sviluppo della città e ha votato a favore delle mozioni delle opposizioni che stigmatizzavano l’incapacità di dare soluzione e ne prevedevano la sollecitazione all’amministrazione comunale. Una sollecitazione che, naturalmente, cadrà nel vuoto a causa delle dimissioni di Lovascio che consegnerà nelle mani del commissario prefettizio le sorti della città.
E così la legislatura, a meno di clamorosi dietrofront del sindaco, terminerà con la certificazione del fallimento delle politiche urbanistiche e di quelle sociali da parte di questa amministrazione. Il voto favorevole dei consiglieri di maggioranza alle mozioni dell’opposizione altro non è che l’ammissione, e non poteva essere altrimenti, dell’incapacità di questa amministrazione uscente di dare soluzioni idonee alla città e alla complessità delle sue problematiche. Ma ha destato molta curiosità l’aver votato, da parte della maggioranza,  a favore di quanto sosteneva l’opposizione durante i lavori del Consiglio Comunale in cui risultava assente il sindaco Lovascio. Come a dire che i consiglieri di maggioranza hanno ritenuto di dover bocciare le politiche del proprio sindaco in sua assenza e, comunque, tardivamente.
L’unica mozione che non è stata discussa è stata quella sul PUG (Piano Urbanistico Generale) iscritta all’ordine del giorno del Consiglio Comunale (ultimo?) di giovedì 28 settembre che inizierà alle 15,30.
Intanto il 4 ottobre scadranno i venti giorni dalla data di dimissioni di Lovascio. Se entro quella data, come è quasi certo, il sindaco dimissionario non le ritirerà, nella prossima settimana sarà noto il nome del commissario prefettizio. Un regalo che la città non meritava. Soprattutto se causato da un’esigenza personale del sindaco che abbandona in corsa la città per candidarsi altrove.

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Un commento

  1. Domenico Agostinacchio

    Smarrito il supremo alzano le mani

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