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Lector in Fabula e la festa di una Conversano possibile e necessaria
Il gruppo dei giovani volontari di Lector in fabula 2017

Lector in Fabula e la festa di una Conversano possibile e necessaria

La XIII edizione di Lector in Fabula, Festival Europeo della Lettura, promosso e organizzato dalla Fondazione Di Vagno, si può archiviare come un grande successo. Per il pubblico numeroso, attento, variegato e finalmente anche molto giovane; per la qualità degli oltre 400 relatori, testimoni, esperti, giornalisti che hanno animato un numero incredibile di incontri, laboratori ed eventi; per l’impegno e l’orgoglio che si poteva leggere sui volti dei circa cento volontari del Festival; per il chiosco della “Libreria del Festival” gestita da Serena sempre pieno; per la partecipazione massiccia di tanti bambini ai laboratori di lettura e di creazione che hanno affiancato il programma del Festival; per la ricaduta poderosa che il Festival ha prodotto su tutti gli esercizi di accoglienza, i ristoranti e i bar.
I giorni in cui il Festival si è tenuto, poi, ne hanno fatto un vero e proprio Festival “della liberazione”: dalle fornacelle, dalle abbuffate e dalle bancarelle di paccottiglia varia che hanno tenuto sotto assedio il nostro Castello e il salotto buono della città praticamente in quasi tutti i fine settimana estivi; da una Amministrazione miope e sprecona, assolutamente concentrata su se stessa e sul consenso a breve, incapace di investire su quel brand “Conversano Città d’Arte” che fuori ricordano e cercano assai più che a Conversano.
E nessuno pensi di evocare il “solito snobismo di certa sinistra”, perché sbaglierebbe molto e sbaglierebbe di nuovo: per chi non si è chiuso in casa ad elaborare il lutto per la fine della Amministrazione più familistica, mediocre e miope che Conversano ricordi, non sarà stato difficile vedere centinaia e centinaia di giovani, famiglie e visitatori di ogni generazione alla ricerca dei tanti contenitori inseriti nel circuito degli eventi di questi giorni, e poi alla ricerca di un posticino nuovo dove cenare o del bar di riferimento per il miglior gelato di Conversano (e non solo!), e della mostra da vedere o degli orari di visita delle nostre chiese. In cerca, insomma, di tutto quello che Conversano ha in quantità e qualità, e che la distingue nettamente dal turismo mordi e fuggi che ha assediato Polignano per l’intera estate, o dal flusso dei visitatori da sagra che sono altrettanti rispettabili, ma che non distinguono neppure tra la porchetta sotto il Castello di Conversano e quella consumata a Ceglie del Campo o il panzerotto di Virbo o la zampina di Sammichele. Nessun reato, certo, ma nessuna vera ricaduta sull’economia conversanese; inoltre, mentre queste altre località usano il cibo per attrarre, noi abbiamo ben altri fattori di attrazione, e il cibo dovrebbe essere solo un piacevole complemento rispetto alla storia e all’arte, alla cultura e alla creatività che in tanti eventi e in tanti contenitori è sempre possibile incontrare a Conversano.
La miopia di quanto è successo questa estate sta nella incapacità della Amministrazione ormai conclusa di dettare una linea, di coordinare le poche iniziative culturali con le abbuffate “a Corte” organizzate dai vari personaggi vicini al cerchietto magico: è capitato di partecipare a eventi culturali, teatrali e musicali ospitati nel chiostro dei Paolotti, con un fastidioso rumore di fondo per il check-sound di qualche altro gruppo musicale chiamato sotto il Castello ad animare l’ennesima sagra, o ancora per qualche festa privata ospitata dal Caffè (cosiddetto) letterario protagonista di una delle operazioni meno trasparenti e meno nobili che nell’ultimo anno Conversano abbia visto.
E se comunque c’è anche un commercio ambulante che deve vivere, e ci sono visitatori che si spostano solo per il fornello e le bancarelle, bene, accogliamoli anche a Conversano ma facciamo un minimo di selezione, realizziamole con attenzione alla qualità e facciamone almeno l’occasione per animare altre piazze e altre zone di Conversano: non è difficile quanto “periferiche” siano diventate Piazza XX Settembre, Piazza C. Battisti, Piazza della Resistenza, Piazza Carmine, quasi  sempre desolate, quando non parcheggio indisturbato per camper. Si tratta di piazze centrali eppure svuotate e buie, che meriterebbero di essere animate, con un programma ordinato di eventi, anche per i benefici che sugli esercizi commerciali di queste piazze possono ricadere. Serve una visione di insieme, un trasparente ed equilibrato rapporto di collaborazione con le Associazioni di Categoria e degli esercenti, la capacità di fare dei contributi per le manifestazioni un investimento e non una occasione, l’ennesima, di gestire il potere.
Quante sovrapposizioni in questa estate, e quanto poco si è sfruttato l’effetto attrattivo delle mostre di De Chirico e di Man Ray, con visitatori di passaggio e vaganti alla ricerca di un ristorante aperto di domenica a pranzo, senza che nessuno scegliesse Conversano per dormire e farne una base per le escursioni nei comuni vicini. Quasi sempre relegati a una meta di passaggio, riempitivo nelle giornate di maestrale in cui i turisti non potevano stare al mare a lungo.
Ma ce lo ricordava nel bellissimo incontro “Le Città del ben vivere” svoltosi in una domenica mattina calda e assolata nella chiesa di Santa Chiara, all’interno del calendario di Lector in Fabula, il rappresentante del MIBAC: dovremmo smettere di accontentarci delle presenze residuali e di passaggio di turisti destinati ad altri luoghi, e attrarre loro insieme a molti altri turisti e visitatori che devono essere attratti da una offerta unica e di qualità.
Insomma c’è tanto lavoro da fare per recuperare il tempo perduto e per rilanciare l’immagine di Conversano che da troppi anni si va sbiadendo, ma il miracolo che è andato in scena tra il 14 e il 17 settembre ci dice che non tutto è perduto, e che ci sono interlocutori nella nostra città da cui ripartire per ritornare ad essere polo culturale e anche di un divertimento lento e di qualità, in cui intorno a poche riconosciute e riconoscibili manifestazioni (Lector in Fabula, Banda Larga, Novello sotto il Castello,..) possano crescere gli ottimi alberghi e resort, gli oltre 100 b&b da monitorare, i ristoranti e risto-bar, le gallerie d’arte, le ancora pochissime botteghe artigianali. E sì, si fa presto a dire rivoluzione!!!

Serge Latouche prima del suo intervento

Serge Latouche prima del suo intervento

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3 commenti

  1. Giulia Gigante

    Analisi puntuale che condivido totalmente . Spero proprio in un cambio di passo e di rotta per la nostra città !

  2. Sabino Lestingi

    ottima inizativa da portare ancor più in risalto, specie da noi conversanesi.

  3. a proposito degli ultimi tre avvenimenti da te citati vogli ricordarti, e così a tutti i cittadini di Conversano, che se tutti prendessero soldi a piene mani, ogni manifestazione sarebbe il non plus ultra ma, purtroppo, qualcuna di esse fa ancora sentire l’odore delle fornacelle, o lo hai dimenticato? Se è ancora questa la scelta, non siamo che ad un punto fermo. La programmazione turistica si fa al di fuori delle manifestazioni folcloristiche degli amici. Non sono le manifestazioni che fanno il turismo, al massimo attraggono quelli dei comuni limitrofi sempre se non ci sono altre manifestazioni in corso. La visione del turismo e del suo sviluppo è un’altra faccenda che esula dai contributi amichevoli da una parte o dall’altra elargiti. E qui non parliamo di politica, anche perchè io non sono in essa ingarbugliata. Proviamo a parlare di turismo, quello vero, quello da programmare e mi vedrai al tuo fianco per la crescita del nostro paese. Magari saremo capaci di presentarci come ha fatto Bitonto fra una decina di anni.

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