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Lovascio si avvicina al PD? Prove di partito della nazione
Il Sindaco Lovascio

Lovascio si avvicina al PD? Prove di partito della nazione

Conversano – Le voci si rincorrono da mesi e, negli ultimi giorni, si sono intensificate. E vedrebbero il sindaco Lovascio nella fase di approccio e corteggiamento al PD. Un corteggiamento ricambiato sia dal sindaco di Bari Antonio Decaro che dal governatore Michele Emiliano. Uno scenario all’apparenza molto remoto ma che ricalcherebbe lo stesso schema del sindaco di Bisceglie, Spina, che armi e bagagli è passato al PD con un nutrito numero di tesserati e la benedizione dei vertici regionali del Partito Democratico. E non sarà un caso che Lovascio e Spina abbiano “giocato” insieme nella gara dei sindaci cuochi a Capurso. Vincendola.
Ma se tra i fornelli Lovascio se la cava bene, se pur sostenuto dagli amici del noto ristorante stellato conversanese, il suo eventuale approdo nel PD renziano che non si fa scrupoli e non guarda il curriculum di nessuno, dovrà fare i conti con chi nel circolo conversanese ha preso altre strade. Il PD di Conversano è infatti schierato con il centro sinistra con le cui forze politiche (PSI) e movimenti (Conversano Città Aperta, Punto, Cittadini Protagonisti e lista facente capo a Lorenzo Abbruzzi) da mesi ha iniziato un percorso e sottoscritto anche un documento politico con un cronoprogramma degli impegni. Per cui i democratici conversanesi potrebbero trovarsi nell’imbarazzante situazione di essere smentiti dai propri leader regionali e del capoluogo.
Ma da dove nasce il possibile idillio del sindaco Lovascio con il sindaco Decaro? I più lo ascrivono al consiglio metropolitano. Decaro e Lovascio sembra che vadano d’amore e d’accordo e durante le riunioni dello stesso organismo si trovano sempre sulle stesse posizioni. Una simpatia personale che potrebbe tramutarsi in un fidanzamento politico considerando che il sindaco di Conversano attualmente è orfano di riferimenti avendo abbandonato Quagliariello, sondato Forza Italia e anche l’altra sponda dell’NCD di Alfano. Senza ricavarne un’ottima impressione per i propri ruoli futuri. Infatti Lovascio è al capolinea come sindaco della città e sta lanciando il suo vice Gungolo, a cui si oppone il consigliere comunale Cerri,  verso la candidatura non prima di aver capito come e dove collocarsi.
E il progetto politico potrebbe essere quello di creare un “grande centro” che collochi l’attuale maggioranza di governo accanto al PD.
Nell’altro campo, invece, la questione è più legata ai rapporti tra le forze politiche e i movimenti. Da mesi è stato sottoscritto un documento tra tutti che fissa puntualmente date e appuntamenti per il programma e la scelta della candidata o del candidato. Il possibile arrivo nel PD di Lovascio potrebbe far saltare  in aria tutto quanto costruito negli ultimi tre anni. E la situazione non è favorita nemmeno dalle indecisioni di chi dovrà sciogliere le riserve e annunciare la propria candidatura alle possibili primarie. Lo stesso Ciccio Magistà non si è pronunciato, pur coltivando l’aspettativa di ritentare la scalata nel 2018. Ma non ha ancora sciolto la riserva. E sembra che il movimento Punto abbia pronta e preferisca l’opzione Bientinesi che in questi tre anni ha cercato di capitalizzare l’esperienza con un’assidua attività consiliare. Ma la scelta del candidato per le due forze politiche non sarà certo motivo di scontro in quanto si muovono all’unisono.
Nel Pd sono note le aspettative dei due consiglieri comunali Damiani e D’Alessandro che punterebbero entrambi alle primarie.
Diversa la posizione di Conversano Città Aperta con Gian Luigi Rotunno che sostiene di voler lavorare ad una soluzione positiva per la città e che per la candidata o il candidato preferirebbe una condivisione politica su un nome, come segno di maturità di una coalizione. E con Annalisa Lacalandra e Nico Borrelli che hanno cercato in questi ultimi tre anni di ritessere i rapporti con il centrosinistra dando un contributo di idee e di impegno al fine di governare la città.
Il gruppo facente capo a Lorenzo Abbruzzi è l’unico che preme per snellire i tempi incalzando i partiti e i movimenti della coalizione.
Ma, se dovesse concretizzarsi l’adesione al PD del sindaco Lovascio, non solo salterebbe la coalizione di centrosinistra bensì anche la destra a Conversano subirebbe una scissione da parte di coloro che non sono rappresentati in Consiglio Comunale.
In questa situazione stantia che dura ormai da tempo lo scossone politico è dietro l’angolo. L’attività amministrativa ferma al palo e i risultati del referendum sulla riforma costituzionale faranno il resto. Più che la quiete dopo la tempesta, in questo caso si è ribaltato lo schema: la quiete precede la tempesta. Ma di tutto ciò ai cittadini interessa veramente poco. O almeno sembra.

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Un commento

  1. E tanto ha lasciato quarariello per Alfano cambia qualcosa.?mi dispiace se ci fosse.coerenza di questi cambi continuo .Ma c è serietà o …….

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