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Vittoria sofferta per 2 a 1 della Norba contro il Manduria
Angelo Pascalicchio

Vittoria sofferta per 2 a 1 della Norba contro il Manduria

Pascalicchio e Patruno, goleador di giornata, affossano il bel Don Bosco Manduria

Conversano – Nel giorno in cui si ricorda e festeggia San Giovanni Bosco, che coincide con l’ultima giornata del girone di andata, la Norba Calcio (21 punti), reduce dal pareggio conseguito domenica scorsa in trasferta contro il Talsano, ospitava tra le mura del “P. Lorusso” la penultima della classifica, il Don Bosco Manduria (10 punti).
Con il mister Colucci relegato sugli spalti per squalifica era imperativo per i giocatori della Norba Calcio vincere l’incontro odierno. Sia pur a fatica, e in modo rocambolesco, la Norba ha fatto suo l’incontro per 2 a 1.
Assente Corti in cabina di regia è toccato a Carbonara rivestire il ruolo di playmaker, di impostare le azioni offensive servendo la palla sui piedi di Pascalicchio e Bux. Un compito svolto in modo diligente, ordinato ma che non ha sortito grandi grattacapi alla difesa del Manduria.
Dal canto loro gli ospiti si dimostravano essere una formazione ben amalgamata nei reparti capace di eseguire le azioni in modo corale tenendo la sfera sempre a terra.
Si deve giungere al 34° minuto per annotare il primo tiro in porta della Norba che è coinciso peraltro con la prima rete. Cross in area di Bux verso Pascalicchio che realizza il gol esibendosi in una bellissima rovesciata alla Pelè.
In vantaggio di una rete, profittando dello sbandamento degli avversari, i ragazzi di mister Colucci si sono prodotti in un forcing offensivo che al 38° minuto stava concretizzandosi con la realizzazione della seconda rete. Questa volta è Pascalicchio che crossa sulla testa di Bux che colpisce di potenza e precisione da dentro l’area piccola; il portiere para miracolosamente!.
Dopo questa fiammata offensiva null’altro accadrà e al 45° l’arbitro fischia la fine della prima frazione di gioco.
Il secondo tempo si apre con gli ospiti più carichi dal punto di vista agonistico. Si nota da subito che cercano con più insistenza di far gioco. La Norba dal canto suo cerca sempre di imbastire azioni offensive senza però concludere verso lo specchio della porta.
Nella monotonia di gioco, che annoia i tifosi presenti sugli spalti, si deve giungere al 18° minuto per vedere scoccare il primo tiro in porta della Norba: il solito Bux calcia verso lo specchio della rete ma il portiere para facilmente.
Al 21° minuto Carbonara, al limite dell’area, si ritrova sui piedi la sfera; calcio a girare sul secondo palo; la sfera sta per entrare in rete ma il portiere con la punta del guanto la devia in angolo negandogli la gioia del gol!.
Dopo queste due occasioni da gol la Norba si ritira dal campo e il Manduria incomincia, o meglio, continua a fare il suo gioco fatto di circolazione della palla. Ed è così che incomincia ad affacciarsi all’area della Norba.
Al 25° minuto Lofano si immola con una entrata decisa, al limite dell’area, sul numero quindici del Manduria oramai involato verso la porta.
Dall’impatto con l’attaccante ospite Lofano esce zoppicando dal campo. Una azione che è una avvisaglia del pericolo incombente, ovvero il pareggio degli ospiti visto che la Norba non fa più gioco!. Di questo ne è cosciente lo stesso Presidente della Norba Calcio, Mario Benedetto, che da sugli spalti continua a dire, rivolto ai suoi giocatori: “Stiamo correndo un pericolo!”.
Passano i minuti e al 40° minuto giunge la rete del pareggio degli ospiti. Azione corale avvolgente con la sfera che giunge sulla fascia laterale destra; bel cross in area dove il numero quindici del Manduria insacca di testa.
Sull’uno a uno la Norba si lancia in attacco. Al 42° minuto capita sui piedi di Michele Patruno la palla del 2 a 1; solo in area tira a botta sicura un tiro a volo con la porta spalancata; il portiere compie un autentico miracolo deviando la sfera.
Al 45° minuto il numero 6 della Norba, nel colpire una palla alta, alza il gomito destro colpendo il numero 4 degli ospiti sulla tempia destra; il giocatore cade a terra dolorante senza che l’arbitro fischi il netto fallo facendo continuare l’azione della Norba; il giocatore ospite si rialza ma subito dopo stramazza a terra per lo stordimento subìto; finalmente l’arbitro si avvede dell’accaduto e fa entrare il massaggiatore.
Il gioco riprende con la Norba in attacco. Inizia il tempo di recupero e al 47° minuto la palla, a seguito di una azione confusa nell’area del Manduria, giunge sui piedi di Michele Patruno che, solo soletto di fronte alla porta spalancata, freddamente insacca la rete del definitivo vantaggio. Infatti, di lì a poco, tra la disperazione degli ospiti, l’arbitro fischierà la fine della partita.
La vittoria conseguita in “zona Cesarini” contro il Don Bosco Manduria, formazione che esce a testa alta dal campo per il bel gioco espresso e per la lealtà sportiva e per il correttissimo spirito agonistico avuto in campo, non fuga tutti i dubbi legati alle evidenti carenze di idee e di gioco della formazione allenata da mister Colucci.
Pur mancando di Corti a centrocampo, il regista ingaggiato per dare luce e partenza alle azioni offensive, non si può non ricordare che la Norba aveva dinanzi a sé la penultima della classifica. Un divario di punti che doveva materializzarsi, e evidenziarsi, con una condotta di gara da “padroni di casa”. Ma così non è stato!. Carbonara ha cercato di sostituirsi al bravo Corti, ma ci è riuscito a tratti. Poche sono state le palle raccolte a metà campo e poi smistate sui piedi dei suoi compagni.
In fase di impostazione le stesse azioni offensive dell’undici conversanese sono poi passate sui soliti piedi di Pascalicchio e Bux. Il resto dei giocatori vengono in buona parte dei casi esclusi dalla fase di costruzione come se non ci si fidasse della capacità del compagno di squadra nel trattare la palla. Gli altri giocatori non possono solo limitarsi a interdire a centrocampo e a difendere in difesa!, devono poter partecipare anche alle fasi offensive. Non coinvolgendoli li si rende insicuri, timorosi allorquando devono attaccare, affrontare la fase del dribbling sull’avversario.
È un gioco dal fiato corto, poco corale, che non fa presagire nulla di buono per il futuro. Va bene il funambolismo di Pascalicchio, ma è del tutto evidente che non si può pensare di fare un girone di ritorno contando solo sulle giocate del “Garrincha” di Turi finalizzate poi da Bux.
Scaricare, servire la palla anche sui piedi del terzino, dell’ala o del centrocampista sarebbe buona cosa a farsi e ne gioverebbe il gioco.
Il girone di andata si chiude sotto le aspettative di inizio stagione. La vetta è lontana, la zona play off a quattro punti. La sosta di domenica prossima potrà servire a mister Colucci e ai giocatori per rivedere la storia del girone di andata chiusosi oggi. Con la speranza di tirar fuori i giusti correttivi facendoli poi vedere in campo.

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