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C’eravamo tanto amati: matrimoni e separazioni a Conversano

C’eravamo tanto amati: matrimoni e separazioni a Conversano

Una piccola indagine sui dati di matrimoni, separazioni e divorzi a Conversano nel 2013, e sugli eterni dubbi irrisolti che riguardano l’amore

Conversano – Si dice che l’amore quando arriva, arriva. Ma poi tante volte, fa i bagagli e riparte (e torna dalla madre), lasciando pure qualcuno a secco. Ed è proprio quello che accade quando un matrimonio arriva al capolinea, forse senza essere mai veramente decollato. A Conversano i dati del 2013 dimostrano che il viaggio di alcuni matrimoni è terminato, causa benzina finita o avaria al motore. Sarebbe interessante capire, però, se per benzina si intende l’amore o il denaro, ma questo purtroppo i semplici dati non possono dircelo:

Movimento anno 2013 nel comune di Conversano

Matrimoni 214
Divorzi 53
Separazioni 48

Dunque, per 214 coppie che si sono sposate a Conversano nel 2013, 101 coppie hanno sciolto la promessa d’amore, e magari tra queste ci sono pure alcune sposatesi lo stesso anno. Quasi la metà. Una metà dal sapore inversamente proporzionale alla classica espressione “dolce metà”. A sentire gli avvocati, pare che le cause più frequenti di separazioni e divorzi siano da ricondursi ai soldi e all’amore che finisce (o che non è mai cominciato davvero), portando così i due individui alla reciproca mal sopportazione e a conseguenti dispute talvolta imbarazzanti, oltre che dolorose. Tollerarsi è, del resto, una prerogativa che ci si aspetterebbe in età avanzata, non certo agli inizi della vita a due, eppure spesso a separarsi o a divorziare sono proprio le coppie giovani. Perché, quindi, i matrimoni durano sempre meno (a Conversano e altrove)? Rispondere a questa domanda non è ovviamente semplice, perché ogni persona è unica, ogni vissuto è unico e ogni relazione è unica, e quindi non riducibile a semplici assiomi. Tuttavia, da ricerche ed esperienze sembrano emergere alcuni principi universali che possono effettivamente portare alla rottura una costruzione già di per sé faticosa:

AMORE – In termini generali le coppie dimenticano (o non sanno) cosa significhi amare
SESSO – In molte coppie il sesso è scarso o assente, per cui si perdono il contatto e il dialogo con il corpo dell’altro portando la coppia all’allontanamento
ASPETTATIVE – Talvolta sono troppo alte e si resta delusi perché si tende ad idealizzare l’altro (spesso insieme al suo portafogli)
AFFINITA’ – Semplicemente alcune persone non sono fatte per stare insieme e lo scoprono troppo tardi (forse fingendo di non essersene accorte prima)
EGOISMO – La relazione può terminare perché la coppia condivide sempre meno interessi e spazi comuni
TRASCURATEZZA – Ci si dimentica che l’amore va coltivato e nutrito nel tempo
STIMA – Nel quotidiano spesso si tende a criticare e svalutare l’altro, alimentando la sfiducia e restituendo un’immagine negativa della coppia anche ai figli
COMUNICAZIONE – I due partners invece di ascoltarsi si difendono, dimenticando il dialogo più intimo ed elementare
PARENTI – Se la famiglia è troppo invadente può danneggiare seriamente la coppia
SOCIETA’ – Il divorzio arriva inesorabile quando alla base del matrimonio non c’è davvero l’amore ma solo la pressione sociale che sostiene che ci si deve sposare e fare figli
DENARO – Perdita del lavoro o alte aspettative economiche non soddisfatte possono incrinare i rapporti (sebbene la precarietà economica spesso non permette alle coppie nemmeno il lusso di divorziare)

Naturalmente le motivazioni possono essere molteplici e diverse dalle classiche succitate. Fatto sta che il rapporto d’amore sembra essere diventato sempre più liquido e superficiale, e poco avvezzo alla durevolezza. C’è da chiedersi se non si possa porre rimedio a questi danni prima del matrimonio, ossia non sposandosi affatto se non veramente innamorati e convinti, invece di procrastinarne le conseguenze nefaste. Probabilmente la verità in fondo al cuore la si conosce già prima (o almeno uno dei due la conosce), ma spesso si preferisce adagiarsi e adeguarsi alle convenzioni sociali, senza preventivare che al nocciolo prima o poi si arriva, e con esso anche alla sofferenza di coniugi ed eventuale prole. Non tutto però si può prevedere ed evitare, o quasi. Le combinazioni sono tante, e di contro esistono anche tante unioni felici e longeve e tante altre infelici ma inscalfibili, destinate a restare tali per comodità sociale, mancanza di coraggio, o per semplice paura di restare soli. Eppure non c’è solitudine più autentica di quella di coloro che condividono casa, difficoltà e bollette senza passione, amore e risate, credendo che questa sia la normalità, e in alcuni casi instillando questi meccanismi anche nei bambini e futuri adulti. A questo punto, ben vengano le separazioni di chi, invece, prende il coraggio a due mani e riesce ad uscire dall’insofferenza o dal torpore reiterati, risparmiando a se stesso e all’altro (figli compresi) anni di infelicità, dandosi inoltre la possibilità di trovare un altro amore, magari più bello e maturo del precedente.
In ogni caso, tutti questi sono solo frammenti di un discorso (e di un divorzio) amoroso generale. Ogni coppia conosce (si spera) le proprie dinamiche interne e dovrebbe essere in grado (si spera sempre) di risolverle in un modo o nell’altro. Del resto, come recita il noto proverbio “tra moglie e marito non mettere il dito”, bastano già gli amanti e gli avvocati.

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