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Il bello e il brutto di Conversano: la parola ai cittadini

Il bello e il brutto di Conversano: la parola ai cittadini

Un’indagine tutta locale alla ricerca delle bellezze e delle bruttezze di Conversano

Dopo l’Oscar a La grande bellezza di Paolo Sorrentino, e soprattutto dopo la proiezione del film in prima serata martedì 4 marzo, siamo stati letteralmente travolti, volenti o nolenti, dalle polemiche e dalle critiche che hanno investito l’ultima pellicola del regista napoletano. Dai commenti di natura più puramente intellettuale radical-chic a quelli più pragmatici e sarcastici, non si è sentito parlare d’altro che di tutto e del contrario di tutto. Elogio della bellezza, demolizione della vuotezza, apologia della schifezza, sensi reconditi, retorica esplicita, noia ed esaltazione: tutto ha concorso impietosamente al duello social e al conseguente spargimento di sangue (e turpiloquio). Alla luce, dunque, della grande destrezza che ha visto alcuni lanciarsi in piroette manieristiche di raffinata astrattezza e altri in nauseanti capriole di sprezzante pochezza, abbiamo deciso, alquanto stufi, di ritirare i panni dal Tevere e di puntare la cinepresa, molto più semplicemente, sul nostro territorio.
Quali sono la grande Bellezza e la grande Bruttezza di Conversano? Lo abbiamo chiesto, senza troppi giri di valzer, direttamente ad alcuni dei suoi abitanti, diversificandoli per genere, età, attività.

“Di Conversano la cosa più bella che abbiamo è l’antichità. In Puglia siamo uno dei paesi più antichi e ciò che abbiamo noi, il castello, il centro storico, nei dintorni non ce l’ha nessuno. Strategicamente abbiamo una buona posizione, siamo al centro rispetto agli altri paesi, siamo vicini al mare e siamo in collina. L’unica cosa brutta che abbiamo è la discarica. Che io ricordi, 40-50 anni fa la discarica serviva solo per Conversano, e non lo so i politici come abbiano fatto a far venire venti Paesi a scaricare a Conversano. So che il sindaco si sta impegnando molto, ma non ci riesce. L’unico che ci sta rovinando è il presidente della regione Nichi Vendola. Lui si è messo contro solo Conversano e Mola, ma gli altri paesi li ha accorpati politicamente, due contro venti. Litiga con due ma ne ha venti a suo favore. Il sindaco si deve imporre, noi cittadini ci dobbiamo imporre per chiudere questa discarica. Io potrei fare nomi e cognomi e dire la verità, perché venti anni fa ho visto tir scaricare di notte, che venivano da Francia e Germania, e tutto questo perché il governo italiano per avere la corrente elettrica da quei Paesi ha accettato di far scaricare materiali radioattivi e immondizia a Conversano” (Renzino Sardella, 79 anni, pensionato)

“I colori della passeggiata intorno al castello, questa è la grande bellezza… ci sono giorni in cui i colori sono così tersi che il blu del cielo, il verde delle chiome degli alberi,  il bianco del castello fanno girare la testa per l’emozione che provocano, San Benedetto e i colori della sua cupola, il mare che si vede dal largo della corte. Quando la grande bellezza viene riempita da bancarelle, tendoni in plastica,  fornelli,  dubbi odori e venditori di aspirapolveri, tutta questa meraviglia si trasforma nella grande bruttezza. Un colpo difficile da reggere. Atteggiamento tipico di cittadini che hanno smesso di amare la propria città e il proprio centro storico, perché proprio il centro storico è quello massacrato. Le macchine che sfrecciano tra l’immondizia e l’incuria, l’assenza di cestini, son cose che tutti conoscono ma nessuno pianifica una soluzione per la trasformazione” (Mariaserena Melillo, 33 anni, libraia)

“Mi ricordo che negli anni settanta e ottanta Conversano era bella, tenuta bene e pulita, e ci tenevano la villa fiorita. Quello che è brutto oggi è che non si capisce più niente, troppe macchine, marciapiedi rotti, strade sporche e non è piacevole camminarci”  (Maria R., 67 anni, coltivatrice diretta)

Per me la grande Bellezza di Conversano è la sua posizione geografica, in quanto situata su un colle. Nelle giornate limpide e con ottima visuale possiamo ammirare  il blu del mare dal nostro punto più alto, penso invidiato da tutti, il nostro Castello. La grande Bruttezza, ahimè, è che ci stiamo soffocando di abitazioni e non ci accorgiamo che mancano parchi, pinete, zone verdi adibiti ed adatti a liberare i nostri figli e farli giocare tra la natura… e quelle poche zone verdi che abbiamo, sono poco curate e la maggior parte sporche.  Ci sarebbero zone dove potrebbe crescere qualcosa di carino e pulito per i nostri bimbi ma ci sono maggiori interessi a costruire palazzi che pensare alla salute del prossimo(Lello D’Ambruoso, 34 anni, falegname)

“Per quello che riguarda i miei canoni estetici di bellezza e dovendo esprimere una mia preferenza su quello che ritengo il luogo più bello di Conversano, senza ombra di dubbio dico il centro storico tutto, compreso il Largo della corte con il suo suggestivo e intrigante castello.  Anche se in modo completamente diverso ma ugualmente significativo e coinvolgente ritengo sia il laghetto di Sassano con tutta la sua fauna acquatica un’oasi di pace a cui non si può rimanere indifferenti. Se devo esprimere un mio parere su un luogo che non mi piace non posso esimermi da citare il canile comunale che ritengo non essere adeguato come struttura né sufficientemente assistito per la dignità degli animali custoditi al suo interno, come dovrebbe essere confacente ad un paese civile che rispetta i diritti di tutti, animali compresi” (C. A., 58 anni, agente di commercio, romano trapiantato a Conversano)

“Conversano è una delle città più affascinanti dal punto di vista storico-monumentale-artistico, vedi il castello, la cattedrale, la Villa Garibaldi. Tra le cose più brutte c’è senza dubbio la discarica. E aggiungerei anche la mentalità gretta e chiusa dei conversanesi” (Alessandra Vairano, 24 anni, laureata in Scienze dell’educazione)

“Definisco brutto tutto quello che è pilotato da logiche di mercato e non da una sincera ispirazione, lontano dal vissuto e dalla sensibilità della gente di Conversano. La vita nel mio paese, da qualche anno ci induce ad una pressione psicologica costante sull’individuo e sulla collettività. Seguiamo ritmi di vita che non lasciano spazio ai sentimenti e alla salute personale. Brutto può definirsi anche il rapido degrado ambientale oltre che architettonico ed urbanistico. Per ultimo, non meno importante, tutti i disservizi della sanità pubblica. Definisco bello tutto quello che è in continua evoluzione per migliorare la vita e l’animo umano. Bello è tutto quello che mette l’uomo in relazione alla natura e alla sua storia. Tutto quello che è sostanza. Il vecchio Giangirolamo era orbo (si suppone) ma ci vedeva meglio di noi. Ai posteri l’ardua sentenza”  (Nico Nardomarino, 47 anni, fotografo)

“Conversano è tutta una grande bellezza, il castello è la cosa che mi piace di più… di brutto non c’è niente!”  (E. L.,  11 anni, studente)

Principio universale o particolare, meglio non addentrarsi in diatribe infinite. Bellezza può essere tutto. Un dettaglio, un ricordo, una voce, uno spazio, un’immagine, una percezione, un servizio al pubblico. Inutile aggiungere altro, quindi, se non che l’opinione di tutti ha valore ai fini di una collettività votata alla grande bellezza, e non alla grande monnezza.

Ogni riferimento a fatti o persone è puramente reale.

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Un commento

  1. La bellezza di Conversano inizia dall’altro del Castello, si dirama nel suo affascinante centro storico morendo tra l’incuria della sua gente. Sono troppo brutti i teloni di plastica a fianco del castello, fanno sparire il magico effetto della storia. Ma tutti coloro che si cimentano, a pagamento o no, in iniziative più o meno valide, scelgono un’area che dovrebbe essere lasciata libera, pulita, nel suo magico splendore.

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